In merito alla questione sul carburante degli aerei, Salvini ha dichiarato come non ci sia alcuna emergenza.
Dopo essere stato attaccato da Renzi, Salvini ha “bypassato” pronunciandosi su una questione di stretta attualità. Il ministro ha infatti parlato dell’emergenza relativa al carburante degli aerei, con conseguenti costi elevati e scarsità di risorse.
Come riportato dal Fatto Quotidiano, il leader della Lega ha chiarito come al momento attuale parlare di emergenza non sia corretto. Specificando tuttavia come in realtà, il problema in questione sia stato solo rimandato.

Salvini sul caro carburante
Ecco le parole del ministro sul caro carburante: “Non siamo di fronte a un’emergenza che mette a rischio la sicurezza dei voli o la continuità del sistema“. Il ministro ha poi affermato come la situazione italiana sia più solida rispetto al resto d’Europa.
Questo, nonostante la premessa fatta in precedenza lasciasse presagire diversamente: “Le tensioni in aree strategica per l’energia sta creando evidentemente instabilità nei mercati. Il 50% del carburate per aerei destinato agli aeroporti italiani transita per Hormuz“.
Il leader della Lega, ha poi ribadito come l’Italia goda di una posizione più favorevole, anche grazie ad un lavoro svolto in maniera coordinata. Cosa che, in qualche modo, sembrerebbe riuscire a garantire la continuità del sistema.
L’avvertimento del ministro
Salvini ha poi lasciato intendere come il problema in questione sia solo rimandato: “La pressione sui costi resta fortissima e se questo scenario dovesse prolungarsi sarebbe sempre più difficile mantenere l’equilibrio che con fatica stiamo garantendo ai cittadini. Le compagnie stanno già segnalando criticità concrete, il rischio è una riduzione dei voli disponibili e un ulteriore aumento delle tariffe per cittadini e imprese che al momento siamo riusciti a bloccare“.
E ancora: “La risposta immediata, forte e coordinata che abbiamo chiesto al livello europeo prevede un maggior coordinamento sugli approvvigionamenti e sul modello di sviluppo, che però non è sufficiente“.